# Voci
> Testi scritti oggi dagli ex Buenaventura — memoria, sguardo sull'oggi, idee per quello che viene


> *La storia siamo noi, nessuno si senta offeso;*  
> *siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.*  
> *La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.*  
> *La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,*  
> *questo rumore che rompe il silenzio,*  
> *questo silenzio così duro da raccontare.*
>
> — Francesco De Gregori, *La storia* (1985). Citazione scelta da [**Matteo V.**](https://substack.com/@matteovincenti) per il sito del Buenaventura nel **2001**.

## Perché qui, e non su Facebook

Quello che scrivete su un social sparisce — sotto il feed del giorno dopo, sotto l'algoritmo, sotto la prossima cosa. Qui resta. Decenni, se serve. Senza chi vi tagga, senza chi vi sponsorizza, senza chi decide di mostrarvi o no.

Questo è uno dei pezzi del **Buenaventura 2.0** in pratica: prendere quello che stareste scrivendo lì, e portarlo dove dura.

Ogni testo è la voce dell'autore — pubblicato con il suo consenso, intatto nelle scelte di stile, non riassunto. Tutti i testi inviati vengono pubblicati: questo non è una rivista con un comitato di selezione, è un archivio.

→ Vuoi mandare il tuo? Scrivi a [info@buenaventura.it](mailto:info@buenaventura.it) e te lo ospitiamo qui, a un URL stabile che non cambia più.

## Da dove iniziare, se vuoi scrivere

Non c'è un formato. Ma se ti aiuta partire da una domanda, queste sono quelle che vorremmo davvero sentirvi raccontare.

**Per chi c'era**

- Qual è il ricordo più forte?
- Cosa ti manca di quel posto?
- C'è una serata che non dimenticherai mai?

**Per chi non c'era — i più giovani, soprattutto**

- Come spiegheresti il Buena a chi non c'è mai stato?

Per agganciare, alcuni esempi concreti che spesso restano impressi: *si facevano concerti; la gente imparava cose lì — uno lo spagnolo, un'altra a sviluppare le foto, un altro a montare un palco; si poteva proporre un'idea e realizzarla; ci si trovava senza dover consumare.*

Tieni a fuoco una cosa, se ti viene: **il tipo di energia di quel posto**, oltre alla nostalgia. È quello che serve a chi non c'era per entrare in sintonia.

## Anche altrove — blog ed e-zine degli ex Buena

Alcuni ex Buena scrivono già **fuori dai social**, ognuno nel proprio spazio personale. Niente algoritmi, niente sponsor, niente *"consigliato per te"*. Ce li segnaliamo qui — un piccolo indice delle scritture di casa nostra che vivono in giro per il web.

- **[Matteo V.](https://substack.com/@matteovincenti)** — uno storico del Buena, entrato nel cerchio **pochi giorni dopo** l'apertura della sede di Via Circonvallazione Ovest nel 1999. Su Substack pubblica tre newsletter: *[Cartografie dell'invisibile](https://cartografiedellinvisibile.substack.com/)*, *Grammatiche di genere*, *La via del bonsai*. Si presenta così: *«Scrivo cose. Se vendono, sono dei copy.»*  
  *Da leggere fra i suoi pezzi recenti: [«Il tempo dei falsi negativi»](https://cartografiedellinvisibile.substack.com/p/il-tempo-dei-falsi-negativi) (aprile 2026), sull'eccesso di rumore informativo che soffoca i segnali veri e sul bisogno di ricostruire narrazioni culturali capaci di dare contrasto. Un tema che parla la stessa lingua del Buena 2.0.*

→ Hai un blog, una newsletter, uno spazio personale che vuoi vedere linkato qui? Scrivi a [info@buenaventura.it](mailto:info@buenaventura.it).



## Pagine

- [La vita ci sfiorò](/voci/2026-07-23-la-vita-ci-sfioro/) — Il Re del Mondo — Battiato, 1979 — ci diede quarant'anni fa la diagnosi esatta. La sorpresa, adesso, è un'altra: quanto è facile stare bene appena smettiamo di raccontarci che il mondo è ostile. Voci raccolte, non autorizzate.
- [Prateria](/voci/2026-07-15-prateria/) — Dopo un anno di salita, il primo sguardo all'altro versante. Non abbiamo scollinato per fondare cattedrali. Abbiamo scollinato per avere finalmente scelta — dove accamparci per la notte, se restare, se migrare ancora una volta.
- [Una sciarpa rossa in un mare di marrone e nero](/voci/2026-06-14-una-sciarpa-rossa-in-un-mare-marrone-e-nero/) — Emma Ernsth — volontaria SVE svedese al Buena nel 2005 — arriva a Castelfranco a febbraio con una valigia completamente inadeguata (*"a quanto pare, il nord Italia NON è molto più caldo del sud della Svezia in inverno"*). La giacca verde brillante e la sciarpa rossa in un mare di marrone e nero. Il bar dove a volte si doveva scegliere fra lavatrice e doccia. E **una nuova finestra sul mondo**, fino al meeting europeo Trans Europe Halles + Banana Party. *«Se a Castelfranco nascesse una nuova iniziativa, significherebbe una nuova finestra sul mondo, e il mondo intero che tornerebbe, di nuovo, a Castelfranco.»*
- [Venivamo da Treviso per la Kazzosky](/voci/2026-06-12-venivamo-da-treviso-per-la-kazzosky/) — Jorge Ramòn C. — oggi a Venezia, allora a Treviso e diciannovenne all'apertura del Buena. La leggendaria **«Kazzosky»**, l'entusiasmo che lo portò da cliente a collaboratore: proposte di eventi, contributo al **meeting TEH**, persino il bar rifatto. E il Buena che ricambiò dando una mano a far nascere il **«Magazzino La Chispa»** a Treviso. *«Ho sempre sperato in questo momento.»*
- [Le Origini](/voci/2026-06-07-le-origini/) — Francesca R. — la voce delle radici. Prima del Buena c'era il **gruppo Giovani per Itaca**, nato a vent'anni da volantini scritti a mano in piazza con i pennarelli colorati. Le riunioni al ristorante Anna Smania, i venerdì pomeriggio in casa di riposo in via Cazzaro, e l'estate a **Ravenna, alla Casa del Fanciullo**, dove con Manolo Ricci andò a provare sul campo cosa volesse dire vivere in una comunità anarchico-libertaria. *«Quando sono tornata ho visto un sogno realizzato.»*
- [Eravamo dei sognatori](/voci/2026-06-07-eravamo-dei-sognatori/) — Alberto C. — una riga sola, che dice tutto. *«Eravamo dei sognatori, e lo siamo ancora: ma non beviamo più Kassoski!»*
- [Non era bellissimo?](/voci/2026-06-07-non-era-bellissimo/) — Mauro M. — il primo concerto con musicisti stranieri organizzato con Onga (Black Forest/Black Sea), la frase di Checco *«c'è una grossa differenza fra organizzare e starci bene o starci male»*, Ariel Pink che dormì al Buena e finì a calcetto, il texano che sparava ai serpenti, le razzie all'Iper per il Banana Party con Otello. E la collezione di Tex Willer in biblioteca, finita di leggere.
- [Un luogo privato con funzioni di servizio pubblico](/voci/2026-06-06-funzioni-di-servizio-pubblico/) — Luca B. — segretario del direttivo del Buena 1.0. Una lettura analitica e politica: lo spazio dove le persone *«da sempre addomesticate al ruolo di clienti e consumatori»* si trasformavano in soci, dove l'idea diventava progettualità, dove il volontariato sociale assumeva forme atipiche, e dove un *«luogo privato»* svolgeva di fatto *«funzioni di servizio pubblico»*.
- [Tra le mani un volantino](/voci/2026-06-06-tra-le-mani-un-volantino/) — Damarì — un volantino di un corso di fotografia e un numero di telefono. La domanda *«cosa mi sta chiedendo davvero questo momento?»* La paura sugli scalini di marmo bianco. E una barista dallo spirito bizzarro. *Prima parte — la seconda nei prossimi giorni.*
- [Risvegli](/voci/2026-06-06-risvegli/) — Giovanna F. — il sapere di chi organizza. Il festone balkanico del 2002 (sold out, dopo aver negoziato il cachet col direttivo), la pasta col tonno che vale quanto un pranzo stellato se ci si nutre insieme, e in chiusura una parola sola: **Risvegli**.
- [Un lenzuolo sul terrazzino](/voci/2026-06-06-un-lenzuolo-sul-terrazzino/) — Giancarlo Baggio — la prima proiezione pubblica delle sue riprese video sulla distruzione della Scardassi. Un lenzuolo appeso sul terrazzino del Buena, un proiettore, Mauro Martinuz alle musiche, un po' di persone. *«Chiamatele, se volete, emozioni.»*
- [Un'idea che diventa luogo, o un luogo che diventa idea?](/voci/2026-06-06-un-idea-che-diventa-luogo/) — Donatella I. — una voce dalle radici. *«Sento di non essere titolata per parlare del Buena, ma mi piace pensare che tanto tempo fa, quel gruppo che ho desiderato fortemente aggregare, ha contribuito a metterne le radici.»* E una citazione di Thoreau che vale come metodo per tutto il Buena 2.0.
- [Ecco perché Silvia Sex](/voci/2026-06-06-ecco-perche-silvia-sex/) — Silvia Sex — castellana di nascita, 50 anni, dice di aver legato con poco più di trenta persone in trent'anni di città prima di scoprire il popolo del Buena. La maratona notturna di Sex and the City annaffiata di Cosmopolitan che le ha dato il nome. *«Qualsiasi idea poteva diventare in 24 ore realtà.»* Una catalogazione gioiosa e dialettale di figure, scene, sputi dal terrazzo, *«comunistiiii»* gridati dalle macchine e *Sere nere* cantata da Biole sopra una sedia.
- [Ci sono arrivata per caso](/voci/2026-06-06-ci-sono-arrivata-per-caso/) — Valentina B. — diciassette anni, timida, pochi amici. Checco le apre la porta e da quel momento il Buena diventa rifugio: birretta sugli scalini fino a tardi, fino a quando arriva mia mamma in bicicletta. Negli anni, lavorare al bar, organizzare serate, i primi viaggi all'estero come delegata Trans Europe Halles. *«Ci sono arrivata per caso, sì. Ma poi non me ne sono più andata.»*
- [Lasciare che succeda](/voci/2026-06-06-lasciare-che-succeda/) — Stefano C. — la metafora della barca a vela per descrivere il Buena: non un edificio che inauguri e poi funziona, ma *tante barche che navigavano assieme*. *«(dis)organizzazione organizzata»*, *«gioia lenta»*, *«timonare senza alcun timone»*. E in chiusura il verso più libertario di tutte queste voci: *«quando aumentano le possibilità non è normale che diminuiscano i miracoli.»*
- [La mappa](/voci/2026-06-06-la-mappa/) — Matteo V. — il pezzo più meditato che abbiamo ricevuto. Sulla difficoltà di parlare del Buena senza scivolare nella nostalgia, sulla differenza fra la Storia con la maiuscola e le storie con la minuscola, e sulla mappa che dopo la chiusura non è sparita ma *si è distribuita nelle persone*. *«Ci dava il ritmo invece dell'algoritmo.»*
- [Tra seconda casa e casa del popolo](/voci/2026-06-06-tra-seconda-casa-e-casa-del-popolo/) — Laura L. — due righe asciutte che dicono tutto. *«Ci trovavi il mondo ma ti sentivi a casa.»*
- [Chi semina, qualcosa resta](/voci/2026-06-06-chi-semina-qualcosa-resta/) — Carla T. — una voce dalla generazione un po' più grande. Non frequentava feste e concerti, ma portava il Laboratorio Scuola e Volontariato da via Verdi al Buena, organizzava corsi di computer per i «vecchiotti in soffitta», proponeva ospiti come Alessio Surian, candidava Sebastian in Commissione Pari Opportunità. Una storia di scambio fra mondi, ricordi sparsi, telefonate trafelate, contatori manomessi, e una credenza arrivata al Buena dalla casa di una madre da sgomberare.
- [Alcuni luoghi ci attraversano](/voci/2026-06-06-alcuni-luoghi-ci-attraversano/) — Otello D. — stava per partire, cambiare paese. Una sera si ferma in un posto qualunque lungo la statale, ritrova Mauro Martinuz, e scopre che è il Buena. Una sola parola per descriverlo: *TRASFORMATIVO*. I risotti di Keko, l'invenzione del Banana Party, e una sera entra una ragazza nel bar — oggi è sua moglie e madre delle sue due figlie. *«Alcuni luoghi li attraversiamo, altri ci attraversano.»*
- [Nessuno ti giudicava](/voci/2026-06-06-nessuno-ti-giudicava/) — Giacomo F. — il primo approccio in sala prove a maggio 2001, appena maggiorenne. La scoperta che *«nessuno ti giudicava»*. Il carrello jukebox con Linux, il bar che gli ha fatto nascere il mestiere — oggi ha un suo locale da 17 anni. Il meeting in Finlandia, il festone finale dal ricordo agrodolce. Un'utopia adolescenziale che perdura — *«serve tremendamente ai giovani una possibilità così»*.
- [Solo una cosa](/voci/2026-06-06-solo-una-cosa/) — Una voce critica. Stefano V. — il Buena come *promessa di molte cose* che si è ridotta a una sola, e la scelta di allontanarsene. Una distanza dichiarata, registrata qui senza commento, perché anche questo è memoria.
- [Sperimentavamo perché ci sentivamo a casa](/voci/2026-06-06-sperimentavamo-perche-ci-sentivamo-a-casa/) — Enrica B. — uno sguardo sul Buena come *infrastruttura sociale*: non si fumava dentro, il calcetto era sotto il portico, e la sera che è nata l'idea delle cene marocchine con Mohamed. *«Si arrivava da soli o in compagnia, ma si finiva sempre la serata con qualcuno di nuovo.»*
- [Un'alba dal Buena](/voci/2026-06-06-un-alba-dal-buena/) — Un'alba vista dal Buena, ormai tranquillo dopo una notte di serata. Le iniziative proposte, le notti a parlare con i volontari SVE. Emiliano B. — *«mi manca il senso di libertà e di possibilità che si respirava»*.
- [Un'officina di possibilità](/voci/2026-06-06-officina-di-possibilita/) — Laura G. — barista, poi volontaria, poi insegnante d'italiano per stranieri al Buena. Una sera sui tre scalini, un bando da scrivere prima di mezzanotte, e un corso che parte in quattro e arriva a dieci insegnanti improvvisati. *«Un'officina di possibilità»* — racconto degli inizi che si nascondono nelle conclusioni.
- [Il mio sasso nello stagno](/voci/2026-06-06-il-mio-sasso-nello-stagno/) — John Rosina — musicista, ex Buena della prima ora, oggi a Milano — racconta il Buena quando il bar era ancora un frigorifero in zona camere, l'allestimento della sala prove al seminterrato, e lancia una proposta concreta per il 2.0: una etichetta discografica, uno spazio di produzione, di formazione sui diritti e di accompagnamento dei giovani artisti verso il mercato.
- [Il mondo di ieri](/voci/2026-06-03-il-mondo-di-ieri/) — Stessa isola, anni dopo. La crisi del 2008, la Grecia che sprofonda, i giubbotti salvagente arancioni nei canali del Dodecaneso, la Brexit vissuta da residente. E un europeo che, da fuori, capisce e tace — finché si accorge che proprio quel silenzio era il favore più grande a chi non lo voleva sentire parlare.
- [Arki](/voci/2026-06-03-arki/) — Una sera su Arki, isola del Dodecaneso, quaranta abitanti e una taverna. Il paradiso terrestre raggiunto dopo sedici anni di mare. E dentro al paradiso, il pensiero che va al Buena.
- [Il Buena c'è!](/voci/2026-05-30-il-buena-c-e/) — Massimo Bonaldo racconta i primi mesi del Buena aperto: il bar attivo, le biciclette e le Vespa davanti all'ingresso, la Tennent's Super da 2,50 € a boccale, e la storia del 1° Raid del Grappa partito proprio dal parcheggio del Buena.
- [Un luogo franco](/voci/2026-05-un-luogo-franco/) — Massimo Bonaldo racconta come l'idea del Buena nacque alla fine degli anni '80, nei giri in auto fra Castelfranco e le colline Asolane e nelle osterie di campagna — dieci anni prima che il Buena aprisse davvero.
- [Quel posto pieno di idee](/voci/2026-05-quel-posto-pieno-di-idee/) — Due commenti di Matteo Tex — volontario, ex foresteria, ex direttivo del Buena 1.0, oggi attivo a Spazio Zephiro e creatore del TexTival — scritti su Facebook in maggio 2026 in risposta a post politico-elettorali. Lettura libertaria e apartitica del Buena: cosa è stato, cosa è successo all'edificio dopo, cosa serve oggi.

