Le Origini
Avevo vent’anni, in una Castelfranco che per noi giovani aveva gran poco di costruttivo e propositivo da offrire.
Così nacque l’idea di un centro sociale aperto a chiunque avesse voglia di impegnarsi in svariati campi — dalla musica al teatro, alla fotografia, all’informatica… a una birra in compagnia.
Io, Manolo Ricci (ti portiamo tutti nel cuore) e altri giovani, una sera abbiamo tappezzato la piazza di volantini scritti a mano, con i pennarelli colorati — ricordo —, invitando chiunque avesse voglia di unirsi a noi per realizzare questo progetto, a incontrarci al ristorante Anna Smania.
Dal primo seguirono tante serate di confronto. Eravamo tutti una fucina di idee.
Nacque così il gruppo «Giovani per Itaca». Itaca, così volevamo si chiamasse il centro sociale.
L’amministrazione comunale di allora non vedeva di buon occhio il nostro gruppo, e abbiamo fatto davvero tanto per conquistarci la fiducia della gente: tutte le settimane, il venerdì pomeriggio, eravamo in casa di riposo, in via Cazzaro. Lì abbiamo organizzato anche una mostra di giovani artisti emergenti e svariati concerti, con gli anziani della casa di riposo a sostenerci.
Nel tempo altre persone sono entrate nel gruppo, e purtroppo non siamo stati esenti da contrasti sulla rotta da prendere.
Io e Manolo, quell’estate, andammo a provare sul campo, a Ravenna, alla Casa del Fanciullo, cosa volesse dire vivere in una comunità anarchico-libertaria.
Lui tornò. Io invece rimasi lì per quattro anni.
Nel frattempo nasceva il Buenaventura, dal gruppo originario Itaca, a cui si sono aggiunte altre persone — in primis Checco.
Quando sono tornata, ho visto un sogno realizzato.
— Francesca R.
Nota di redazione: Francesco Ronzon conferma — i «Giovani per Itaca» erano il gruppo iniziale, da cui si è poi staccato un sotto-gruppo che non credeva più che una risposta potesse arrivare dalla pubblica amministrazione. È stato quel sotto-gruppo a fondare Archè e poi il Buenaventura, raccogliendo intorno a sé chi era già del giro Itaca + altre persone (Sergio G., Francesco, Mauro L., Simone P., Rocco, Luca B. …). Una scelta fondativa: «non si fa per delega». (Vedi anche la timeline 1996–1999.)
