Tra le mani un volantino
Tra le mani un volantino e un numero di telefono.
Solo carta? Una serie di numeri casuali?
Quando la vita ti chiede di leggere a piccoli passi. Prima le parole e i contesti, poi i vissuti che ti hanno portato lì e, infine, i possibili significati di ciò che accade.
Perché ogni incontro porta con sé una domanda: sta succedendo questo, ma cosa mi sta chiedendo davvero questo momento? Cosa mi sta chiedendo la vita, che anche nei momenti più duri sta già lottando per sorprendere e aprire porte ancora sconosciute?
Un volantino di un corso di fotografia e, all’apparenza, niente di più.
Eppure, dietro quel foglio c’era un invito a guardare diversamente, a mettere a fuoco non solo immagini, ma parti di me che attendevano di essere viste.
A volte la vita non parla attraverso grandi eventi, ma attraverso dettagli semplici che, al momento giusto, diventano porte inattese.
Nel parcheggio popolato di voci avevo timore di aprire la porta dell’auto. Scesa, guardavo gli scalini di marmo bianco per entrare dove non avevo mai messo piede.
E finalmente entrata, una barista dallo spirito bizzarro mi ha fatto riflettere sul fatto che l’assenza di qualcuno non impediva di trascorrere del tempo lì, di stare con me in quel tempo…
Una semplice traccia di me da scrivere, leggere e vivere.
Ma non solo tempo: anche uno spazio.
Uno spazio di vita, di nuove esperienze, di incontro — da lasciare semplicemente essere.
I primi passi al Buenaventura sono stati questi.
[continua…]
— Damarì
