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Sperimentavamo perché ci sentivamo a casa

di Enrica B. · scritto 2026-06-06 · racconta gli anni anni Duemila

Il Buenaventura era un posto vitale e accogliente, forse proprio perché la gente ci viveva veramente! Si tentava di dare spazio a proposte culturali dal basso, ma si trovava comunque sempre qualcuno con cui bere una Kazzoski senza pretese.

È così che nascevano le cose: io, per esempio, lì ho conosciuto Mohamed ed è nata l’idea delle cene marocchine.

Sperimentavamo perché ci sentivamo a casa e c’era la possibilità di fare usando l’infrastruttura. Fondamentale era il fatto di non fumare dentro e di avere il calcetto sotto il portico, elementi chiave per la dinamica relazionale.

Al Buenaventura si costruiva comunità, nel senso che si arrivava da soli o in compagnia, ma si finiva sempre la serata con qualcuno di nuovo.

Poi ci sono stati tanti corsi: djembe, clownerie, fotografia… Il mio compagno credo li abbia fatti tutti. Io nessuno.

— Enrica B.