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Ecco perché Silvia Sex

di Silvia Sex · scritto 2026-06-06 · racconta gli anni metà anni Duemila

Mettila prima di iniziare. Anche le macchine che passavano urlando «comunistiiii» avevano la loro colonna sonora.


Sono nata a Castelfranco 50 anni fa e nei 30 anni vissuti qui penso di aver legato con poco più di una trentina di persone dei suoi più di 30.000 abitanti.

Tutto prima di conoscere il popolo del Buena.


Non ricordo il momento preciso e forse è meglio così.

Ma ricordo che una sera mi presentai con un’idea strampalata a una tizia con due occhi vispi dietro gli occhiali con cui entrai immediatamente in sintonia.

Dopo solo 3 giorni, fra abiti in lurex e tacchi, mettemmo in scena una maratona notturna di Sex and the City, annaffiando il tutto con terrine di Cosmopolitan (forse un po’ troppo alcolico).

Ecco perché Silvia Sex.


Penso di esser stata fortunata ad aver vissuto quel periodo magico di iniziative, esposizioni artistiche, festoni buei, teatro, cinema, concerti fighissimi in cantina, balli sfrenati, dj set improvvisati, sputi dal terrazzo, auto che passavano urlando «comunistiiii», trasporti eccezionali, toast e birra, cineforum dei Monty Python, compleanni senza fine, un vento brasiliano di nome Soraya, i cocktail di Veglione, Emma col suo «è un gran pinciare», el puma sopra el bancon stile Coyote Ugly, il camper anni 70, il vibratore sol cassetto de Ronzon, la Golgan che, invitata a ballare a «cavaea»…, Biole che canta magistralmente Sere nere di Tiziano Ferro sopra una sedia.

E tanto, tanto altro…


Buena per me è stata una seconda casa, un luogo in cui esprimersi liberamente, in cui qualsiasi idea poteva diventare in 24 ore realtà.

Ogni giorno, ad ogni ora, potevi trovare qualcuno con cui parlare, qualcosa da fare, o semplicemente un luogo in cui trovare rifugio.

— Silvia Sex