Ci sono arrivata per caso
Giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose.
— Ecce Bombo, Nanni Moretti
Al Buena io ci sono arrivata per caso. Avevo diciassette anni e tanti amici quanti se ne possono contare su meno delle dita di una mano.
Oltremodo insicura e timida, fin dal primo momento in cui Checco mi ha accolta sulla porta di quella strana casa, mi sono sentita a mio agio.
Non era solo un circolo culturale, per me si è rivelato anche un rifugio.
Era un posto sicuro, libero e lontano da giudizi. C’era sempre qualcuno con cui parlare e condividere idee, progetti, opinioni, esperienze. Ma anche solo bere una birretta in pace sugli scalini e ridere con le lacrime fino a tardi, fino a quando non compariva mia mamma in bicicletta (eh già!).
Negli anni, grazie a tutte le persone che vedevo ogni giorno, ho imparato a mettermi in gioco e ho avuto l’occasione di fare tante cose: lavorare al bar, aiutare a organizzare serate ed eventi, fare i miei primi viaggi all’estero come delegata del Trans Europe Halles, semplicemente esprimermi.
Ognuna di quelle persone mi ha lasciato un pezzettino di sé e quando ci siamo ritrovati in questi giorni ho rivissuto con loro lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di costruire, di fare “oficina”, che c’erano al tempo. E che mi sono mancati così tanto. E penso che tutti ne abbiamo ancora bisogno.
Ci sono arrivata per caso, sì. Ma poi non me ne sono più andata.
— Vale
