Chi semina, qualcosa resta
Che dire?…
Ricordo che c’era perché se ne parlava e perché si collaborava.
Conoscevo solo Sergio Gazzola. Ma poi Francesco, Emanuele, Alberto, Sebastian e Lucrezia, Luca, Roberta…
Data la differenza di età e di impegni, non ho frequentato le feste musicali o altri eventi se non di tipo culturale.
Uno dei primi approcci fu il corso d’informatica con il prof. Ronzon e la Classic Mail di YAHOO! con noi vecchiotti in soffitta davanti al PC. Ci siamo divertiti un sacco.
Cominciai a convocare le riunioni del Laboratorio Scuola e Volontariato da voi, andando fuori dal solito via Verdi n. 3. Mi sembrava il luogo più adatto.
Con le frequentazioni si ascoltavano anche i problemi emergenti. Una mia amica doveva sgomberare la casa di sua mamma: da voi arrivarono credenza e altro.
Ah, la cucina, non ricordo ma ci lavorai pure là.
Frequentando le formazioni CEM — Centro Educazione alla Mondialità conobbi Alessio Surian e tante altre persone tutte interessanti, ma Alessio era un formatore che avevo coinvolto per il LSV e mi fu facile invitarlo per incontrarvi anche perché mi sarebbe piaciuto (☺️) che ci fosse una radio vostra e che occupasse «un cono d’ombra», cosa che avevo sentito ad una delle loro formazioni e volevo che Alessio ve la raccontasse…
Chi semina, qualcosa resta, no?
Altra cosa che ricordo… un amico aveva un macchinario per cuocere e distribuire il kebab… ve lo portai…
Ricordo ancora una telefonata di Francesco trafelato: una bolletta astronomica di consumo di energia elettrica, un sopralluogo in quel momento, e non sapeva che pesci pigliare. Gettai l’amo a mio fratello che subito arrivò, trovò che il consumo era dovuto a chi si era intruso nei vostri contatori. Bel colpo!
Organizzavo i corsi di computer ma in realtà ero sempre da altra parte, tanto che una notte stavo scrivendo un progetto, avevo fatto chissà quale manovra (ero proprio impreparata, allora) e la stampa era tutta di colore rosso o aveva altro problema, che non ricordo ora, ma non potevo spedirlo così. Telefonai a voi e mi arrivò Pozzobon (non il candidato sindaco 🤣) che risolse in piena notte il problema.
Per ultimo ricordo che al mio primo incontro con il vicesindaco con delega all’Associazionismo, Stefano Marcon, nel suo studio, tra le altre cose chiesi cosa avesse fatto il comune per il Buenaventura. Non avevo nessun mandato da nessuno, ma a fine colloquio vi pensai. Lui mi rispose che vi erano stati dei contatti e che un posto (non ricordo con precisione quale mi disse, ma la mente corse fuori dal centro abitato, forse verso Sant’Andrea Oltre il Muson).
Con «i ragazzi e le ragazze» del Buena intrattenni ottimi rapporti, specie Sebastian, che proposi in Commissione Pari Opportunità — credo fosse il primo che non fosse una donna (candidai un uomo e una donna e loro dovevano scegliere; scelsero Seb). Ho tutte le foto dell’avvenimento poi in municipio. Con Seb ci sentiamo ogni tanto.
Per non parlare di Lucrezia nel progetto Giovani sguardi sul presente, che seguì la proposta filmografica con esperienza magistrale. Brava tosa!
Luca Borsato poi mi ha supportata in Coordinamento del Volontariato per il sito ARUBA con competenza e pazienza, direi. Inoltre si era impegnato per preparare il sito dove si potevano valorizzare le associazioni con il proprio storico — ma era troppo presto e non erano pronte, perché la carenza di formazione non permetteva loro di appropriarsi dell’opportunità. Grazie Luca, di cuore.
Al momento non ricordo altro.
Ho scritto di fretta, spero correggerete gli orrori.
— Carla T.
