Un luogo franco
Era verso la fine degli anni ‘80.
Il sabato sera, d’inverno, s’andava in giro in auto a caso, fra Castelfranco e le colline Asolane.
A velocità ridotta, spesso immersi in nebbioni mitici, si chiacchierava di avvenimenti successi, di cose future, di sogni nel cassetto.
Se ci si riusciva, si saliva a Forcella Mostaccin, a contemplare il mare grigio che sovrastava la pianura.
Qualche volta, invece, in mezzo alla campagna deserta compariva un’osteria, una bettola aperta.
Ci fiondavamo dentro ordinando qualche ombra di rosso e panini con soppressa o salame.
Ai tavoli qualcuno giocava a carte, leggeva un giornale, colorite bestemmie a fare da sottofondo.
In questi posti è nata l’idea di un locale dove potersi trovare a bere un bicchiere e a parlare di tutto quello che ci passava per la mente.
Un posto dove potersi sedere a un tavolo a discutere di cose nuove.
Quasi quarant’anni fa…
Già allora sentivamo il bisogno di trovare un luogo franco, diverso dai locali del centro, dai bar della piazza.
Ci son voluti altri dieci anni, l’idea nel frattempo aveva attecchito in più d’uno, ed è nata una delle più belle realtà di ‘sto piccolo paesotto di provincia che è e rimane Castelfranco Veneto.
Viva il Buena!
— Massimo Bonaldo
