La cassetta degli attrezzi
Non un archivio, non un catalogo: gli strumenti che il gruppo del Buena 2.0 sta effettivamente leggendo, sottolineando e citando in assemblea. Quasi tutti vengono dalla rete Trans Europe Halles — di cui il Buenaventura ha fatto parte dal 2003 fino a qualche anno dopo la chiusura (e a cui contiamo di rientrare appena ripartiremo) — con alcuni firmati dai suoi coordinatori storici (Sandy Fitzgerald, Peter Lenyi, Paul Bogen).
Per ogni risorsa: cos’è, perché la consigliamo, quando torna utile. PDF liberi, scaricabili. Un clic sulla copertina apre il documento.
Doppio link: per ogni pubblicazione TEH trovi la copia locale (sempre disponibile, sotto il nostro controllo) e la fonte originale sul sito TEH (per dare merito a chi l’ha creata e pubblicata, e per verifiche di autenticità). Se il sito TEH fosse temporaneamente down o rimuovesse un documento, la copia qui rimane.
Se leggessi solo una cosa: Design Handbook (in italiano) per iniziare, Models to Manifestos se sei già dentro.
Progettare un centro culturale — dall’idea allo spazio

Design Handbook per Centri Culturali — edizione italiana
Il libro che il vecchio Buena teneva sul tavolo, e che oggi torna in mano al 2.0 in italiano. A pagina 63 c’è la citazione di Paul Bogen che il 4 luglio 2026 è tornata a Castelfranco per bocca di Paul in persona — quella sui filosofi e i politici che parlano invece di cambiare il mondo. Manuale di riferimento sui principi TEH per progettare uno spazio culturale indipendente: come nasce, come si organizza, come si tiene aperto — 123 esempi raccolti in 4 anni (2011-2014) visitando 30 centri culturali della rete TEH.
📄 Copia locale: PDF italiano (8,7 MB) · Originale inglese (14 MB)
🌐 Fonte originale: URL da ricostruire — se lo conosci [scrivicelo](mailto:[email protected])

Managing Independent Cultural Centres — A Reference Manual
Se il Design Handbook risponde a «come progetti», questo risponde a «come lo tieni in piedi giorno per giorno». Otto capitoli molto pratici: pianificazione, luogo e contesto, sostenibilità, programmazione, gestione e leadership, soldi, comunicazione e reti, appendici. Il capitolo 6 (Money) è quello che il 4 luglio abbiamo sfiorato di striscio — commissione finanze, letto qui.
📄 Copia locale: PDF (6,9 MB)
🌐 Fonte originale: PDF su asef.org (Asia-Europe Foundation)
Governance, principi e forme

Models to Manifestos — A Conceptual Toolkit for Arts and Culture
Il più recente e il più ricco di questa lista. Quattro sezioni: dispatches dalla trincea (casi da tutta Europa), art & culture (definizioni e politiche), the business of sustainability (qui a p. 105 c’è “ABRACADABRA!” firmato Paul Bogen — le sue tesi sulla sopravvivenza dei centri culturali, che ha in parte anticipato il 4 luglio), e il futuro. Denso ma leggibile a spezzoni. Consigliato particolarmente alla commissione principi per la sezione 2 sulla definizione stessa di arte e cultura.
📄 Copia locale: PDF (6,6 MB)
🌐 Fonte originale: PDF su creativelenses.eu

New Times, New Models
Report TEH del 2010 sui modelli di centro culturale post-crisi 2008. Utile come contrappunto storico a Models to Manifestos (2019): come i centri culturali europei stavano ripensando la sostenibilità nel decennio precedente, e cosa è cambiato da lì.
📄 Copia locale: PDF (3,5 MB)
🌐 Fonte originale: URL da ricostruire — se lo conosci [scrivicelo](mailto:[email protected])
Sostenibilità economica — modelli e casi

Creative Business Models — Insights into the Business Models of Cultural Centres in Trans Europe Halles
Report accademico — più tecnico dei precedenti. Framework analitico per smontare il modello di business di un centro culturale (l’esempio delle “quattro fonti di entrata” del 4 luglio è esattamente uno di quelli che qui viene sistematizzato). Paul Bogen è co-autore — è la lente con cui ha guardato la nostra assemblea del 4 luglio. Per chi sta in commissione finanze.
📄 Copia locale: PDF (5,9 MB)
🌐 Fonte originale: PDF su europa-creativa.eu
Sostenibilità come pratica — ecologia, edifici, comunità

Creative Strategies of Sustainability 2011-2014 — Report Summary
Il più concreto di tutti sulla sostenibilità non-solo-economica: strategia di vita — edifici (compreso il famoso straw bale building di ufaFabrik), energia, comunità che ci vive dentro. Il modello olistico dei quattro pilastri (sociale + ambientale + economico + diversità artistico-culturale). Estratto di due settimane di seminari a Berlino, 2012 e 2013. Compatto (1,6 MB) — inizia da qui se il tema ti interessa.
📄 Copia locale: PDF (1,6 MB)
🌐 Fonte originale: URL da ricostruire — se lo conosci [scrivicelo](mailto:[email protected])
Ricerca sul contesto veneto

Rigenerazione territoriale e di comunità: esperienze nel Veneto
Fresca di stampa (marzo 2026) e calzata sul nostro contesto. Cinque casi di spazi ibridi socioculturali veneti — con Spazio Zephiro di Castelfranco come primo caso studio (pp. 28-31, intervista alla co-fondatrice Anna). Analizza anche VAM Villa Albrizzi Marini (San Zenone degli Ezzelini), Officina 31021 (Mogliano), MetaForte (Cavallino Treporti), Dolomiti Hub (Fonzaso).
Perché ci interessa in prima persona: Gabriele fa parte del gruppo genze di Zephiro (i giovani tra i 23 e i 36 anni citati esplicitamente nel capitolo Zephiro della sua stessa tesi) e ci ha fatto da interfaccia con Zephiro per organizzare l’evento del 7 giugno 2026. La sua analisi mette in cornice esattamente ciò che stiamo tentando di fare a Castelfranco: rigenerazione bottom-up, spazi ibridi, rapporto difficile con le pubbliche amministrazioni.
Da leggere: introduzione (contesto Veneto — consumo di suolo, boom-industrializzazione, socialità legata alla parrocchia), poi il capitolo Zephiro come benchmark diretto.
Cornice culturale — pensiero critico

Il fascismo eterno (Ur-Fascism) — Umberto Eco
I 14 tratti dell’“Ur-Fascismo” che Eco isola guardando in faccia il fascismo che ha vissuto da bambino: culto della tradizione, rifiuto del modernismo, culto dell’azione per l’azione, paura del pensiero critico, appello alla frustrazione, ossessione del complotto, disprezzo per il debole, machismo, populismo qualitativo, neolingua. Bastano poche di queste caratteristiche perché il fascismo si rapprenda intorno.
Perché sta qui: il nuovo Buena nasce anche come argine contro le “scatole chiuse” dei social e contro la retorica autoritaria che vi cresce dentro. Questo testo è la griglia più asciutta e utile che conosciamo per riconoscerla — a destra come a sinistra — quando prova a insinuarsi nei nostri spazi. Da leggere prima di aprire un centro culturale, per sapere cosa non deve diventare.
📄 Copia locale: PDF italiano (1,6 MB) · PDF inglese originale (64 KB)
🌐 Fonte originale: Internet Archive (italiano) · Internet Archive (inglese)
Aggiornamenti
Questa pagina cresce. Se leggendo qualcosa vuoi aggiungerlo — un manuale, un articolo, un libro che ti ha aiutato a mettere a fuoco un pezzo del Buena 2.0 — scrivi a [email protected]. Curato, non ammassato.
In arrivo (o che vogliamo aggiungere): riferimenti al pensiero libertario (Codello, Ateneo degli Imperfetti di Marghera), altre esperienze italiane comparabili (Manifatture Knos di Lecce, L’Asilo di Napoli), casi documentati nel corpus TEH.
