Il metodo del Buena — quello che c'era già nel 1999
Il Business Plan del 1999, i 4 stadi di coinvolgimento, lo statuto libertario formalizzato
Estratto dal Business Plan 1999 e dallo Statuto Archè (citato nei verbali 2007).
Il Business Plan del 1999 — fatti, non leggenda
Il Buena non è nato improvvisato. È nato con un Business Plan formale che è servito per misurarne la sostenibilità e fattibilità (presentato tra l’altro al Credito Cooperativo Trevigiano per ottenere un mutuo). È stato rielaborato durante un corso di sei mesi finanziato dall’Europa: “Donne e uomini del mondo in Europa - Mediatori per lo Sviluppo”, organizzato da ELEA S.p.A. (storico ente di formazione dell’Olivetti) + ISCOS-CISL.
Numeri previsti nel 1999 (in lire)
- Investimenti necessari: 83 milioni di lire
- Capitali da raccogliere: 75 milioni
- Fonti di finanziamento previste:
- prestito a tasso zero dei soci
- mutuo bancario (fondi etici)
- Restituzione prevista nei tre anni successivi con i proventi del bar
- Ricavi previsti: 149 / 176 / 190 milioni di lire (esercizi 1, 2, 3)
- Utili netti previsti: 21 / 46 / 55 milioni
- Disponibilità progressive: 13 / 48 / 93 milioni
Realtà 1999 (nota del 2007)
“Inutile dire che la banca (il credito cooperativo trevigiano, ora BCC delle Terre Venete) non sganciò una lira [del ‘regalo’ di 20 milioni promesso], ed anzi ci fece perdere molto tempo (ci regalarono un’ottantina di sedie orribili, pesantissime, difficilissime da impilare, che parevano proprio un loro acquisto errato). La banca riuscì invece a farci sottoscrivere un mutuo di 25 milioni, e farci aprire di conseguenza il conto da loro (e tenersi i quasi 30.000 € dormienti dal 2007 ad oggi… con le varie ‘spese bancarie’). Spendemmo molto meno di quanto citato qui, soprattutto grazie alla ricicleria del comune di Padova: tra le cose che riciclammo ci fu un simpatico pinguino di peluche di 4 metri cubi… che ci portò molta fortuna.”
I 4 stadi di coinvolgimento (manifesto del Buena 1.0)
“Abbiamo individuato quattro stadi di coinvolgimento: ciascuno stadio ha come obiettivo quello di stimolare un approfondimento e dunque il passaggio ad uno stadio ulteriore.”
| Stadio | Tipo | Esempi | Scopo |
|---|---|---|---|
| 1 | Intrattenimento / svago | feste, concerti | aggregazione, allargamento della base (valenza strumentale) |
| 2 | Prima sensibilizzazione | feste a tema, concerti etnici, serate tematiche | far capire che “c’è dell’altro”, favorire la conoscenza reciproca |
| 3 | Approfondimento culturale | conferenze, cineforum, presentazioni libri | offrire elementi approfonditi di una tematica |
| 4 | Progettazione autogestita | seminari, cicli di conferenze, corsi, cineforum | nascita di un gruppo di interesse autonomo e autogestito |
Il modello è semplice e potente: ognuno entra dallo stadio 1, e il Buena è il meccanismo che lo accompagna fino allo stadio 4 — diventare protagonista, non più frequentatore. Il salto da 3 a 4 è il più importante.
Lo Statuto Archè (art. 5 — citato nelle relazioni del Presidente)
Finalità
- Promuovere processi di integrazione interculturale, intergenerazionale, interetnica e di partecipazione sociale
- Stimolare e ottimizzare le risorse umane, culturali, economiche
- Sperimentare percorsi e progetti creativi individuali e di gruppo con modalità interattive
- Contribuire allo sviluppo dei fattori protettivi della comunità, contrastando la cultura della dipendenza
- Promuovere la responsabilizzazione e la valorizzazione delle persone come protagonisti
- Favorire la realizzazione individuale e sociale nel rispetto della propria identità
- Promuovere processi di corresponsabilizzazione, compartecipazione, autogestione
- Favorire la nascita e la creazione di altre associazioni e gruppi
Principi (libertari, formalizzati dal 1999)
- Si ispira ad una concezione autodeterministica e positiva dell’uomo
- Ricerca la coerenza dei mezzi rispetto alle finalità (il fine non giustifica i mezzi)
- Sollecita, rinforza ed integra l’autoregolazione individuale e di gruppo
- Persegue una libera interiorizzazione dei modelli rispetto alle norme impositive
- Sviluppa modalità decisionali centrate sulla ricerca di una opportuna convenienza rispetto agli obiettivi, superando il principio di delega e delle logiche decisionali basate sulla contrapposizione maggioranza/minoranza
Strumenti
“Per perseguire le proprie finalità l’associazione potrà: organizzare e garantire spazi e strumenti necessari ai soci, persone e gruppi ed associazioni, per lo sviluppo delle proprie iniziative, mettendo loro a disposizione l’apparato logistico, la struttura organizzativa, gli strumenti e le risorse materiali ed immateriali dell’associazione”.
Cosa significa, in sintesi
Il Buena non era ispirato genericamente al “pensiero libertario”: era una decisione per consenso formalizzata nello statuto dal 1999. Il direttivo Archè decideva all’unanimità, non a maggioranza. La parola “interetnico” era nello statuto del 1999, anni prima che la seconda generazione di immigrazione diventasse un gruppo demografico significativo a Castelfranco.
Aneddoti dal Business Plan
- Il pinguino di peluche di 4 metri cubi recuperato dalla ricicleria del comune di Padova nel 1999. “Ci portò molta fortuna” (nota del 2007).
- 25 milioni di lire di mutuo dal Credito Cooperativo Trevigiano — il credito aveva inizialmente promesso “una ventina di milioni regalati”, poi sganciò solo un mutuo regolare e costrinse il Buena ad aprire conto da loro. “Ci fece perdere molto tempo.”
- Buona parte dell’arredamento iniziale era recuperato dalla ricicleria del comune di Padova: “aggratis, da ciò che i padovani buttavano”.
