La chiusura — fine 2007 e dopo
Cronologia, intenzione di demolire del proprietario, festa finale, scioglimento di Archè 2009
Cronologia
Estate 1999: apertura. Contratto d’affitto 4+4 anni (scadenza naturale: estate 2007).
29 settembre 2004: prima raccomandata di Archè al proprietario sui problemi di riscaldamento (i vicini si riscaldano aggratis, a spese del Buena).
2 marzo 2007: lettera raccomandata di Sergio G. (Presidente Archè) all’Immobiliare Palestro SAS chiedendo incontro formale per:
- Suddivisione spese acqua (i vicini usavano l’acqua dell’autoclave pagata dal Buena)
- Questione riscaldamento (irrisolta dal 2004)
La lettera contiene la frase chiave: “pur capendo che, come da voi confermato al telefono, avete intenzione di demolire lo stabile dopo la nostra uscita, riteniamo comunque opportuno il definire le suddette questioni”.
Tutto il 2007: “drammatica ricerca di spazi per le attività del progetto Oficina” (citazione dalla relazione finale Ti con Zero, dicembre 2007). La ricerca consuma le energie e la motivazione.
Estate 2007: scadenza affitto. 6 mesi di proroga concessi dal proprietario.
7 dicembre 2007: festa finale, abbandono definitivo degli spazi.
Gennaio 2008: locali liberati.
Anni successivi: contrariamente all’intenzione dichiarata dal proprietario, l’edificio non è stato demolito: è stato ristrutturato e riaperto come sala VLT/slot machine. In seguito ha subito un incendio parziale. È ancora lì oggi.
Il dato che cambia il narrato
Al momento della chiusura, dal punto di vista del Buena la demolizione era certa — il proprietario l’aveva confermata al telefono e per iscritto (vedi raccomandata 2 marzo 2007). Su quella certezza furono prese tutte le scelte di quei mesi: non c’era un edificio da salvare, non c’era proroga sensata da chiedere, c’era solo da uscire e cercare un’altra sede. Ciò che è successo dopo — la demolizione che non è arrivata, la riconversione a sala VLT, l’incendio — è una sorpresa successiva, e non cambia la legittimità delle decisioni prese all’epoca.
Detto questo, il narrato che gira a Castelfranco — “il Buena è stato sfrattato”, “la sindaca ha fatto chiudere il Buena” — resta sbagliato: non è stato uno sfratto, e nessuna delegazione del Buena è andata in comune o dal proprietario a chiedere proroghe perché in quel momento, sulla base di quanto comunicato dal proprietario, non c’era senso a farlo.
La verità più precisa è: pensavamo che la nostra casa stesse per essere demolita. Stavamo cercando un’altra casa, ma le energie si sono sfilacciate, e abbiamo provato la strada peggiore — chiedere al comune. Non funziona così.
Il viraggio della “terza generazione”
Le energie residue 2006-2007 vengono spese in una mossa politica nuova: chiedere al comune uno spazio pubblico in cui rilocare il Buena. Era un cambio rispetto al principio fondativo del 1999 — ignorare il comune, prendersi uno spazio in affitto, altrimenti si perde tempo per niente.
Spinta dalla “terza generazione” (giovanissimi che gestivano il Buena negli ultimi anni). Non un errore: un percorso diverso. Una scelta razionale e più che legittima dal loro punto di vista — pretendere riconoscimento dopo anni di lavoro impeccabile.
- Consiglio comunale ad hoc → impasse politica
- Mesi che passano, opzioni private vengono scartate
Antefatti — frizioni precoci con la PA (2004)
Già nel settembre 2004 il Buena aveva avuto una frizione documentata con l’Amministrazione Comunale: il Comune (Assistente Sociale M.D., Dirigente P.M.) aveva convocato per il 2 settembre 2004 le associazioni giovanili per la richiesta del finanziamento regionale L.R. 29/1988. All’incontro risponde solo il Buena (oltre ad Agenzia delle Idee e Informagiovani, già affiliate al Comune). Il Buena denuncia un “mancato coinvolgimento delle Associazioni e gruppi di giovani da parte dell’Amministrazione Comunale” e chiede che, prima di decidere “cosa si vuole fare”, si chiarisca “il perché e il come” — incluso il principio di selezione pubblica degli operatori da remunerare.
Quella newsletter del 6 settembre 2004 (riportata su forum.termometropolitico.it) racconta in piccolo il pattern di rapporto fra Buena e PA: il Buena come unico interlocutore strutturato presente, e una PA che (a fronte della sua disponibilità) si rivela non in grado di coinvolgere il resto del tessuto associativo giovanile.
La festa finale: Uscita di Emergenza (7 dicembre 2007)
Mega festone con un nome esplicito — “Uscita di Emergenza” (locandina ufficiale) — e uno slogan che dice tutto:
«a un certo punto, dopo tanti tentativi, non resta che prendere l’uscita di emergenza»
Quando: 7 dicembre 2007, 18:00–24:00. Dove: ex Foro Boario, Castelfranco Veneto (la sede del Buena era già nelle mani del proprietario, in attesa di demolizione). Biglietto: 10 €. Organizzatori dell’evento: Alessandro Fraccaro, Valentina Barichello, Giulio Favotto.
Sul palco, gratis in soccorso:
- Marco Paolini (attore-narratore)
- Mario Brunello (violoncellista, nato a Castelfranco Veneto)
- Vinicio Capossela (cantautore — già passato al Buena nel 2006)
- Tolo Marton (chitarrista blues, amico di casa del Buena: aveva già suonato gratis più volte e veniva spesso a trovarci e a darci consigli)
- Anagoor (compagnia teatrale)
- Alberto Mesirca (chitarra classica)
- The Fieldmen Of Blues
- Seven Keys
- danza di Laura Moro
- presenza dell’Asolo Film Festival
- e altri
Videoappelli da Peter Gomez e Marco Travaglio.
Tendone da 1.500 m² all’ex Foro Boario. Coordinatore del Buena al momento della chiusura: Alberto C., 32 anni.
70 fusti di birra. Grande incasso, e mega soddisfazione dei volontari del Buena. Si saluta lo spazio.
L’evento è stato trasmesso in diretta audio-video (lo conferma la relazione Ti con Zero, dicembre 2007). Cinque testate locali hanno coperto la chiusura: Corriere del Veneto (8 e 9 dicembre), Il Gazzettino, La Tribuna di Treviso, Il Treviso.
→ Resoconto della serata su Il Primo Amore (testimonianza fra le poche pubbliche dell’evento).
→ Foto della serata (Paolini, Capossela, Tolo Marton sul palco) di Marco “BrU” Brunato su Flickr — caricate il 22 giugno 2008.
→ Articolo de Il Treviso del 7 dicembre 2007 (firma Lara Santi): ottima sintesi del Buena dagli inizi del 1999 alla festa finale, passando per la solidarietà alla Fram di Borgo Treviso (concerto sul cassone del camion) e la conferenza con Tina Anselmi.
Narrazione pubblica vs verità documentata
La stampa ha parlato di “sfratto del Buena”. Non è vero:
- Il proprietario aveva dichiarato di voler demolire (lo aveva detto al telefono — c’è la raccomandata del marzo 2007). Demolizione che poi, di fatto, non è avvenuta: l’edificio è stato ristrutturato e trasformato in sala VLT, e successivamente ha subito un incendio parziale. Ma questo lo si è saputo dopo, e non era prevedibile a fine 2007.
- Il contratto era scaduto naturalmente, +6 mesi di proroga
- Nessuna delegazione del Buena è andata dal proprietario a chiedere proroga ulteriore — perché sulla base di quanto comunicato dal proprietario non aveva senso: l’edificio, secondo lui, sarebbe stato demolito comunque
La causa di morte, in due righe
Esterna: il proprietario aveva annunciato la demolizione, lasciandoci senza prospettiva di rinnovo del contratto.
Interna: nei due anni precedenti, il Buena si era già indebolito — le energie del finale sono andate su una ricerca di spazi (anche pubblici) che ha consumato la motivazione senza risultati.
Dalla relazione finale Ti con Zero (dicembre 2007):
“La nostra maggior risorsa, la motivazione, è stata attaccata. Non è stato facile, per la nostra associazione, uscire dal proprio ‘dramma’ quotidiano per far nascere e sviluppare relazione di rete con altre realtà della regione quando si sentiva, in casa, la minaccia, poi rivelatasi drammaticamente realtà, di chiudere baracca e burattini.”
La chiusura formale di Archè (29 marzo 2009)
Un anno e tre mesi dopo lo svuotamento della sede di Via Circonvallazione Ovest, Archè ha tenuto la sua assemblea straordinaria di scioglimento (verbale n. 13, sede Via Bonifacio 15).
Soci presenti: Sergio G. (Presidente), Mauro L. (Segretario per la straordinaria), Luca B., Francesco R. (Tesoriere). I quattro fondatori del 1999 chiudono insieme, dopo 10 anni esatti.
Motivazione formale dichiarata nel verbale:
“L’obiettivo principale per il quale creammo l’associazione è stato raggiunto con la realizzazione del Circolo Culturale Buenaventura, e l’omonima associazione, tutt’ora attiva e pienamente autonoma; questo fatto, unito ad altri che ci portano personalmente ad essere impegnati su altri fronti, è il motivo per sciogliere il sodalizio.”
Non un fallimento — un compimento. Archè era un mezzo, il Buena APS era il fine. Una volta che il fine si reggeva da solo, il mezzo poteva chiudere con dignità.
Patrimonio devoluto a Buenaventura APS (art. 35 statuto Archè)
Liquidità trasferite:
- Saldo c/c al 29/3/2009: 6.252,40 €
- Credito da Regione Veneto (DgR 3790 del 2/12/2008): 3.142,00 € (incassato giugno 2009)
- Totale liquido: ~9.400 €
Beni mobili devoluti nel 2009: bancone bar con celle frigo, impianto spina birra a 4 spine, arredo vario, impianto audio (mixer, casse, monitor), impianto luci, accessori da palco, router e hub di rete, PC e scanner, luci professionali da studio fotografico, macchina lavapavimenti, fotocopiatore.
Cosa è successo dei beni
Il bancone bar e gran parte dell’attrezzatura furono inizialmente immagazzinati a località Bella Venezia, presso la casa di Giacomo, volontario del Buena. Ha conservato gratis i materiali per circa 10 anni. Quando ha chiesto di liberare lo spazio, lo svuotamento è stato organizzato dal cerchio ex-Buena. Quasi tutto è stato buttato — il bancone bar potrebbe essere stato donato a qualcuno (e non proprio buttato).
Cosa sopravvive ancora oggi (2026)
- 4 sedie del Buena in giardino della birreria Il Principe in Bicicletta a San Vito di Altivole, creato e gestito da Giacomo e moglie, ex volontari del Buena.
- Calcetto del Buena ancora in uso al locale Spazio Zephiro di Castelfranco
Cosa NON è più recuperabile
Bancone bar, impianto audio, impianto luci, arredi vari, PC, scanner, router, fotocopiatore (probabilmente non più funzionante).
L’eredità del 2.0 oggi
- Buenaventura APS ancora in regola, da rinnovare direttivo + adeguare statuto + iscrivere RUNTS
- ~26.000 € in cassa — saldo netto al 2026, dopo 16 anni di gestione residua post-2009
- Il nome “Buenaventura” e la sua reputazione presso una generazione che oggi ha 40-65 anni
- Il vecchio sito con statuti, business plan, bilanci, locandine, foto del direttivo
- L’archivio amministrativo Archè completo fino allo scioglimento 2009
- Una rete di luoghi amici dove parti del Buena vivono ancora come tracce
- Una vita di ricordi, emozioni ed esperienze
