Consiglio comunale dell'11 gennaio 2008

La seduta del consiglio comunale di Castelfranco Veneto in cui si discusse del Circolo Culturale Oficina di Buenaventura. Riprese pubblicate dai volontari del Buena.

L’11 gennaio 2008 si svolge a Castelfranco Veneto un consiglio comunale convocato in seduta straordinaria, all’ordine del giorno: il Circolo Culturale Oficina di Buenaventura.

Contesto. Il 7 dicembre 2007 il Buena aveva tenuto la festa di chiusura nella sede di Via Circonvallazione Ovest 23. La discussione del consiglio del gennaio successivo tocca il futuro dell’associazione e il rapporto fra l’amministrazione comunale e i giovani che animavano lo spazio.

Fonte. I video qui sotto furono pubblicati dai volontari del Buena stessi sul canale YouTube oficinabuenaventura fra il 28 e il 30 gennaio 2008, due–tre settimane dopo il consiglio. Sono parte dell’archivio storico del Buena.


I video della seduta

Click sul titolo per aprire su YouTube.

Playlist originale (28 gennaio 2008) — 7 interventi:

#InterventoDurataVideo
1Sindaco2'28"zeni5poFWOg
2Tesser3'55"fDmsuHjVsY8
3Spaliviero2'25"kQypiuPbpMU
4Lizza1'52"-juQMN42F10
5Frattin3'11"NJUShBhqSsc
6Betto1'35"-3kyxzwWMLM
7Manente3'44"OhdgklkLy24

Apri la playlist completa su YouTube

Interventi aggiuntivi (caricati il 30 gennaio 2008) — 4 interventi:

InterventoDurataVideo
Pellizzari3'32"YF4-E0r8930
Piva2'12"zzvOJQBpHVM
Vincenti3'23"pFQCBXHNV8o
Dussin (Lega Nord)3'50"IICoLF2WGD8

Trascrizione automatica — intervento di Manente

Daniele Manente nel 2008 era consigliere di maggioranza; alle elezioni comunali di Castelfranco Veneto del maggio 2026 è candidato sindaco. Riteniamo sia importante riportare quanto disse a giustificazione della sua contrarietà ad affidare uno spazio pubblico in gestione al Buenaventura: un discorso che non dimenticheremo mai.

I ragazzi del Buena chiedevano la concessione di uno dei tanti spazi pubblici inutilizzati da decenni dall’amministrazione, ed erano disposti a sistemarlo a proprie spese. Manente giustifica il proprio no con il non voler dare «un fardello così pesante a dei ragazzi di vent’anni» (sic).

⚠️ Avvertenza. Il testo che segue è una trascrizione automatica generata da YouTube a partire dall’audio del video. Non è una trascrizione professionale, non è stata verificata né corretta da chi ha parlato. Contiene refusi tipici dei sottotitoli automatici (parole tagliate, omofoni, nomi propri storpiati) e non distingue affidabilmente fra le voci dei diversi intervenuti. Per il contenuto effettivo dell’intervento, fa fede il video, non questa trascrizione.

Ci troviamo a parlare di questo problema in emergenza, sotto la spinta di un ordine del giorno imposto dalle opposizioni, a mio modo di vedere — dico la verità.

— Che “imposto”, giovanotto? Non sta a continuare a offendere, perché non n’alti l’impegno né imposizioni a convocare l’assemblea cittadina!

— Va bene, onorevole. Prima richiama l’ordine chi offende il consiglio comunale, consigliere. Quando piacere… ah, perché senò con dio chiedere la parola o no, consigliere? Quando prende la parola, poi si esprime — abbiamo modo di vedere. Un po’ inopportuno è. Però adesso dico:

Perché un’amministrazione programma le scelte e le fa sempre ragion veduta. Sappiamo tutti che il sindaco ha incontrato l’associazione, si sta adoperando per trovare una soluzione. Sappiamo che [questa] settimana ci saranno altri incontri. E allora mi chiedo, ed è questo il motivo per cui, consigliere, lo considero inopportuno e anticipato — non era meglio avere un quadro più completo e delineato prima di affrontare il problema in questa sede?

Poi, la risoluzione presentata a firma Frattin–Soretto il 7, dopo la convocazione del consiglio: mi auguro sia ritirata, perché merita un grande approfondimento, con un percorso un po’ diverso da quello di un voto in un consiglio comunale affrettato.

Io mi chiedo: avete pesato bene ciò che avete scritto? Io mi sono posto alcune domande. Come si può pretendere…

— Noi abbiamo scritto così, consigliere!

— Sp[iacere], consigliere Sp[…]: vi[…] vero, ognuno si esprime quando chiede la parola, e lo fa senza sovrapporsi agli altri che parlano. Questo è corretto comportamento. Pesare vu’ dire anche confrontarsi, consigliere Sp[…].

Come si può pretendere che l’amministrazione vincoli alcuni immobili così importanti senza tener conto di una programmazione? È stato valutato, e questo è uno dei temi che a me [sono] più cari: se è opportuno, con un’azione di giovani sì, a sistemare a loro scopo uno di questi immobili — quanto tempo ci vuole? Cosa devono fare le altre associazioni parimenti meritevoli per avere una sede?

Un’amministrazione programma, pianifica, e non ha la bacchetta magica con la soluzione dei problemi. Quegli immobili sono importantissimi per la città, il loro recupero va assolutamente fatto, ma all’interno di [un] piano di programma ed economici compatibili con il bilancio.

Voi vi sentite tranquilli a dire a questi ragazzi: “Noi vi diamo un immobile e voi lo mettete a posto”? È giusto dare un fardello così pesante a dei ragazzi di [vent’]anni, soprattutto sotto il punto di vista della responsabilità — visto che chi firma per l’associazione avrà la responsabilità [il]limitata su quello, su tutto quello che firma?

Prima avete detto “sono affari loro”. Eh, insomma: io qui dentro mi sentirei in difficoltà a dire a questi ragazzi “sono a[ff]ari vostri” dell’impegno economico che vi assumete. E se le cose vanno male — perché finché tutto va bene, tutto va bene; se le cose vanno male, ci troveremo dei ragazzi a [cui] poi abbiamo rovinato la vita.

⚠️ Si ribadisce: la trascrizione qui sopra è automatica e non verificata. Le parentesi quadre segnalano lacune evidenti dei sottotitoli; le righe — ... sembrano essere interruzioni o richiami del presidente di seduta, ma non è certo. Per il contenuto effettivo dell’intervento, riferirsi al video.


Trascrizione automatica — intervento di Dussin (Lega Nord)

Luciano Dussin, alla seduta dell'11 gennaio 2008, parla per la Lega Nord. Il suo intervento è qui rilevante per due motivi.

Il primo: ricostruisce bilanci e cifre del Buena in tema culturale, e li mette a confronto con quanto la pubblica amministrazione di Castelfranco Veneto investe in altri ambiti — citando un «pseudo corso universitario gastronomico» finanziato a circa 400 mila euro l’anno, a fronte degli 8 anni del Buena autofinanziati con 100 mila euro complessivi e oltre 1.200 manifestazioni. L’argomentazione di Dussin, in sintesi: con quanto il comune spende in un anno per quel corso si potrebbe finanziare 32 anni di Buena.

Il secondo, indicativo: la Lega governerà poi Castelfranco Veneto per gli ultimi due mandati — senza che a quanto risulti l’azione amministrativa abbia mai dato seguito coerente alle premesse di Dussin in quella seduta.

⚠️ Avvertenza. Stessa avvertenza dell’intervento precedente: trascrizione automatica YouTube, non verificata, refusi e cifre da rileggere sul video. Le cifre indicate qui sotto vanno controllate ascoltando il video.

Contrariamente, ad esempio, alle responsabilità che mi sembra siano venute meno in questa serata da parte del gruppo di Forza Italia, che ha disertato i tavoli dell’assemblea.

Veda, signor sindaco — veda anche capogruppo di maggioranza. Io ho cercato di interpretare fin da subito la partenza a gamba tesa avviata dal consigliere Spaliviero, perché francamente sono rimasto un po’ perplesso anch’io nel leggere, nel sito di una tv locale qui vicina al nostro comune, una dichiarazione fatta dal signor sindaco il 12 dicembre [scorso]. Il signor sindaco, tra virgolette, diceva: “Il Buenaventura non fa volontariato, ma è una realtà imprenditoriale ospitabile dentro un immobile comunale”.

No: posso garantire che delle perplessità le ha anche il mio gruppo. Ne abbiamo discusso col capogruppo Squizzato, col consigliere Marcon, [sull’]obbligare l’amministrazione comunale a individuare un bene di propria proprietà per soddisfare esigenze richieste da Buenaventura — perché ci sembra eccessivo, per tutta una serie di cose che andrebbero a creare dei precedenti dei quali bisognerebbe comunque occuparsi in futuro.

Però chiudere così neanche [non] va bene: nel senso che, se è eccessiva una richiesta che ho letto nell’unico ordine del giorno che finora ho [letto], vi sembra quantomeno auspicabile che una risposta vada in termini di cercata collaborazione. Nel senso che uno dice: “Il comune farà di tutto, compatibilmente con esigenze di bilancio, compatibilmente con esigenze strutturali, compatibilmente con tutto quello che si vuole, per rispondere con un bene proprio. Se ciò non sarà possibile, apriamoci ad altri scenari”.

L’impegnarsi con €400 [mila] l’anno per sovvenzionare un corso universitario in quel di Castelfranco a indirizzo gastronomico — di cui non c’era bisogno, che abbiamo già uno dei migliori istituti alberghieri della zona — vuol dire sottrarre risorse per dare altre risposte.

Allora, quando il sottoscritto legge il documento che presentano questi ragazzi, dove dichiarano che si sono autofinanziati per 8 anni spendendo €100.000 in 8 anni, mi viene da pensare che quello che spendiamo noi per tenere qua questo pseudo corso gastronomico ogni anno avrebbe garantito loro la copertura totale delle spese per 32 anni. Cioè ogni anno che resta qua all’università, noi sottraiamo 32 anni di finanziamenti totali, di cui non hanno neanche bisogno tra l’altro. Ma se avessero bisogno potremmo tenerceli qua 32 anni a organizzare non 1.200 manifestazioni, ma — moltiplichiamo per 32 anni — andremo a vedere quale potrebbe essere la risposta che anche questo gruppo riesce a dare nel nostro territorio.

⚠️ Si ribadisce: la trascrizione qui sopra è automatica e non verificata. Le cifre (€400 mila/anno per il corso universitario, €100.000 in 8 anni di Buena, 1.200 manifestazioni) sono come dichiarate da Dussin in seduta — andrebbero ricontrollate sui bilanci del comune e dell’associazione. Per il contenuto effettivo dell’intervento, riferirsi al video.